Con la mostra handslife di Angelo Titonel
nel 2006 la Maja Arte Contemporanea (MAC) inaugurava l'attività di "home gallery". Ora, a un mese dalla chiusura della grande mostra di Titonel
I giochi dei Birilli tenutasi a Siena negli Antichi Magazzini del Sale, la MAC presenta da domenica 28 novembre 2010 una scelta di 15 tra le
60 opere esposte nella mostra senese.
Questa rassegna ripropone il viaggio creativo dell'artista all'interno del ciclo dedicato all'archetipo della mano - tema sviluppato tra il 2006/2008 -
frutto di una lunga ricerca espressiva nell'ambito della figurazione. E' un lavoro asciutto e sintetico che si presta a profonde e
autentiche letture interpretative.
"[...] Potremmo vedere in queste mani, ricoperte da guanti o rigide come arti artificiali, le quali lasciano trasparire il libero sviluppo
dell'esperienza interiore, un microcosmo che sfugge al condizionamento spazio temporale. Per la pittura come per la scultura le posizioni delle mani e
delle dita sono il simbolo di atteggiamenti interiori - come si vede anche nei principali mudrà buddisti - concentrazione meditativa,
argomentazione, dialettica, il dono, la carità, la pacificazione, l'illuminazione, trasferimento di energia. Tutte le civiltà,
con maggiore o minore sottigliezza, hanno usato e usano il linguaggio delle mani. Ma la mano è talvolta paragonata all'occhio: essa vede.
E questa è l'interpretazione della psicanalisi, considerando che la mano che appare nei sogni è l'equivalente dell'occhio.
In fondo la mano, con la quale è molto difficile "mentire", è una sintesi, esclusivamente umana del femminile e del maschile: è
passiva quando contiene, attiva quando tiene [...]"
[Marisa Vescovo, testo introduttivo al catalogo della mostra I giochi dei Birilli, Siena 2010]
Ricorrendo ad un linguaggio espressivo surreale-metafisico-concettuale, non esente talvolta anche da ironia, Titonel anima ogni opera arricchendola
di mistero e di una sottile tensione atta a rinnovarsi nel tempo.
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