26 Gennaio 2023
a cura di Fabrizio Pizzuto

Maja Arte Contemporanea è lieta di annunciare PERLA, la nuova performance di Marta Jovanović, che si terrà giovedì 26 Gennaio 2023 alle ore 19.30 negli spazi della galleria.

Annota Fabrizio Pizzuto:

Una perla è una struttura generalmente sferica costituita da carbonato di calcio in forma cristallina, altrimenti nota come aragonite, deposta in strati concentrici, prodotta dai tessuti viventi, in particolare dal mantello dei molluschi, tipicamente le ostriche, bivalvi e gasteropodi. Anche le conularie producevano perle, composte, tuttavia, da fosfato di calcio. Il termine “perla” deriva dal latino “pernula”, il nome con cui si indicava la conchiglia che la contiene, e la cui forma ricorda la “coscia del maiale”. Il termine pernula, diminuitivo di perna, sta infatti per “prosciutto”, passato poi a indicare per somiglianza anche la conchiglia.  La prima cosa che notiamo è che la perla è una struttura. La seconda, ovviamente, è che viene dalla coscia del maiale. La visione dell’assente, per rimandi, si insinua nella visione della forma e il significato non iconico, allegorico o morale, ma semplicemente visuale, si instilla, una volta e per sempre, imprimendosi a fuoco col marchio del nome, sopra la somigliante struttura. Questa imprimitura non porta con sé il valore e nemmeno un necessario insegnamento, ma, di sicuro, porta con sé il luogo della genesi, per assonanza o, appunto, similitudine. Ma allora forse dovremo guardare diversamente anche tutto il resto. L’angolo che non è solo un angolo e porta con sé tutte le valenze delle similitudini angolo. Per non parlare del corpo dell’attore e di quello del visitatore. Sopra tutto appare la posizione e l’affastellarsi di piccole strutture, o altrimenti dette perle, in un quadrato. Delicate come un meditativo Mark Tobey, materico e fuori stagione, le perle si generano insieme come quadro. Infine ci soffermiamo sulla performer che invade la scena con la sua idea di cosa bisogna fare in un luogo e con un oggetto. Peraltro eliminando gli insoluti all’interno di un testo, considerando anche che un monologo non richiede o apprezza risposte, questa introduzione alla visione si muove soltanto per accogliere una zona riflessiva, densa di rimandi, mediata e meditata e infine terribilmente contemporanea. Con essa ci approcciamo ad un problema visivo che diventa mentale nel gesto di un silenzioso inchino.

L’allestimento è a cura di Sauro Radicchi.

Ringraziamento speciale a Davide Dormino e Janneke Leenders.

Artisti esposti

Marta Jovanović
 

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